Mora

18,00

Vaso: 24    Anni: 3

Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, il rovo coltivato è diverso da quello spontaneo a carattere arbustivo, spinoso e infestante, che siamo abituati a trovare un po´ ovunque. La differenza principale è che il Rubus fruticosus che viene coltivato è innanzitutto senza spine, molto più produttivo e con frutti, le more, dal sapore gradevolmente acidulo e molto più grosse. Con una grande attività pollonifera, presenta rami lunghi fino a 3 metri, con foglie primaverili ovali dai margini seghettati e fiori che sbocciano da maggio ad agosto, con colori che vanno dal bianco al rosa.

Le more, composte da tante piccole drupe, maturano tra luglio e settembre e sono dapprima rosse e poi nero-violacee quando mature. Oltre che come frutta fresca, le more sono utilizzate per la produzione di marmellate, sciroppi, gelati, torte, ecc… Le foglie e le radici sono utilizzate in campo erboristico.

Si tratta di una pianta molto rustica, si pone a dimora in autunno subito dopo la caduta delle foglie o in inverno prima che spuntino le precoci gemme, cimando i fusti ad una altezza di 25-30 cm. Il rovo non ha particolari esigenze, se non quella di preferire terreni fertili, profondi, soffici e leggermente acidi (pH 5-6). Vegeta bene sia in pieno sole sia in mezz´ombra, anche con inverni molto rigidi, dato che grazie alla fioritura tardiva non viene danneggiato dalle gelate primaverili. Il Rubus fruticosus si coltiva come arbusto prostrato o più frequentemente a spalliera, con sostegni e fili che permettano la coltivazione a tralci sovrapposti. Come regola generale per quanto riguarda la potatura, subito dopo la raccolta vanno cimati raso terra i tralci che hanno fruttificato.

Durante il periodo vegetativo, l´irrigazione potrà essere anche bisettimanale nel caso di prolungata siccità; a tal proposito per mantenere il più possibile umido il substrato, si potrà disporre ai piedi della pianta, l´erba proveniente dalla falciatura.

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